giovedì 6 giugno: ED.

 

Così Caffé Rubik scrive di noi ❤

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Con Rosanna, abbiamo constatato che nella fase di preparazione dei concerti di musica sigillata – in quelle giornate che vedono Schiazza eclissarsi fino alla fine dei live perché è convinto che la sua presenza sia la causa principale dell’arrivo delle forze dell’ordine e quindi ha deciso che in quelle ore altrimenti di delirio e paura farà tutte le cose che non fa da dieci anni, tipo andare al cinema o riparare il rubinetto che goccia sangue – in quelle ore, la frequenza con la quale pronuncio la parola “allora” è nettamente superiore a quella standard. Lo dirò almeno 7 volte nell’arco di 3 minuti. Quindi, la settimana scorsa, le abbiamo segnate su un foglietto e dopo le prime quattro volte, ho cominciato a sostituire “allora” con “quindi” e “dunque”. Questo per dire che, come le parole che ritornano, anche certe persone ritornano. E per questo motivo, giovedì 6 giugnoEd torna a musica sigillata. Non so perché. Cioè, io so perché torna dopo avere suonato lo scorso anno. Non so perché lo abbia voluto lui ma comunque noi siamo contenti. Praticamente ha fatto questo disco nuovo, che si chiama “One hand clapping”, che è ispirato a Nine Stories di Salinger, il quale, come tutti sanno, è l’autore del Giovane Holden ed in assoluto uno degli uomini che si sono accostati a più religioni e/o teorie nella storia del mondo. Perfino a Scientology, prima ancora che nascesse. Fai tu. Comunque, ecco, il disco di Ed – alla cui vita su facebook mi sono molto appassionato, perché davvero posta una quantità impressionante di immagini relative alla sua storia d’amore, il che mi pare piuttosto romantico, se vogliamo interpretarlo come “evviva l’amore che sopravvive al nichilismo dell’epoca digitale” – è molto bello. E c’è persino un video in cui la gente mangia i bulloni e lui che sputa l’acqua. Ad ogni modo, è il primo ritorno di musica sigillata. Ripeto: giovedì 6 giugno, Caffé Rubik di Via Marsala 31/d. Alle 20.00, più o meno, ma tassativamente fino alle 21.00. E se arriva uno a concerto finito a dirmi “ma come, è già finito?” e io rispondo “sì, c’era scritto” e lui dice “l’ho letto ma pensavo fosse uno scherzo”, ecco, no, sarebbe meglio che non succedesse. Che io ho già tanti problemi.

Se mi passi la chiave inglese, ricordati che questa mano può accarezzare ma anche arricciare un pelo sotto l’ascella.

 

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